Associazione Culturale Tri-boo

Name: Associazione Culturale Tri-boo
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Teatro contemporaneo per adulti e per bambini, progetti europei e laboratori didattici... da Firenze verso il mondo!

Work experience

luglio 2016
EBT
Every Brilliant Things

NUOVA PRODUZIONE 2016

di Duncan Macmillan

con Daniela D’Argenio Donati

suoni Giorgi Khositashvili

grafica Eleonora De Leo

traduzione e regia Michele Panella

produzione Tri-Boo in collaborazione con Sotterraneo

Ho scoperto il nuovo testo di Duncan Macmillan al British Council Showcase del Festival di Edimburgo nel 2015.
L’impatto è stato molto forte ed emozionante. Una drammaturgia come solo gli inglesi sanno produrre; un tema difficile – come quello della depressione – affrontato con estrema originalità, una scrittura che riesce a spingersi in profondità mentre con intelligente ironia e scarti repentini alleggerisce, tanto che il Guardian lo ha definito “The funniest plays you’ll ever seen about depression”, un controsenso che sintetizza perfettamente l’essenza di questo spettacolo che ripercorre la vita della protagonista attraverso i fallimentari tentativi di suicidio della madre: un “one woman show” in puro stile britannico dove l’interazione con il pubblico regala sempre momenti indimenticabili.

Dopo una lunga attesa all’uscita di scuola, la protagonista, che al tempo frequentava la scuola elementare, si ritrova in macchina con il padre. Un viaggio segnato da un lungo silenzio che termina all’ospedale, dove la madre è ricoverata dopo il suo primo tentativo (fallimentare!) di suicidio. Appena vede la figlia fuori dalla sua stanza, la madre, con un filo di voce, riesce a dire solo un “non lei!”. Da questo momento, la protagonista, deve trovare il modo di reagire. Il senso di colpa comincia a insinuarsi dentro di lei. Deve trovare un modo per superare questo profondo turbamento e reagire e, sempre all’ospedale, trova il modo: scrivere una lista di tutte le cose per cui vale la pena vivere. Le prime 10 cose le scrive di getto. 1) Gelato, 2) Gavettoni, 3) Rimanere sveglia dopo l’orario per andare a letto e avere il permesso di guardare la tv. 4) Il colore giallo. 5)Tutte le cose a righe. 6) Le giostre. 7) Gente che scivola. 8) Succo. 9) Cioccolato. 10) Anziani gentili che non sono bizzarri e che non hanno quello strano odore.
Le successive sono frutto dei suoi percorsi di vita da bambina a studentessa universitaria e poi da adulta. La lista segue di pari passo la costruzione della sua identità fino a quando riesce a capire quanto la lista avesse cambiato il suo modo di vedere il mondo.
“…se vivi tanto a lungo e arrivi alla fine dei tuoi giorni senza esserti mai sentito schiacciato, almeno una volta, dalla depressione, beh, allora vuol dire che non sei stato molto attento!”.

 

2015-2016
Io sono lei
progetto Oriana

IO SONO LEI

(Primo Studio)

di e con Irene Barbugli

collaborazione registica, musiche, scena e luci

Margherita Fantoni e Laura Bandelloni

voci off:

Carlo Gambaro, Mauro Barbiero, Daniela D’Argenio, Alessio Martinoli,

Progetto creato in collaborazione con RSA Il Giglio e Cantiere Futurarte

Guerra. Attentati. Bombe. Terrorismo. Amore. Ideali. Solitudine.

Ecco un’altra Oriana Fallaci, non quella citata, copiaincollata, ricordata, usata, semplificata, spesso offesa sui social media. Non quella de l’11 settembre, invecchiata e impaurita. Sola e malata. No. Non lei, non sempre e solo lei.

Invece è la Oriana giornalista coraggiosa, la scrittrice appassionata, Oriana voce libera sotto le bombe del Vietnam, Oriana, prima reporter italiana di Guerra. È lei che vogliamo raccontare. E Oriana ed Alekos, la Grecia dei colonnelli sullo sfondo, le violenze, le torture.

Oriana che ama un uomo solo, piccolo, impotente ma che rincorre il suo ideale.

Vuoi venire a letto con me? Se è questo che vuoi andiamoci subito, perché io stasera parto

un momento intimo e creativo di questa “donna forte” spesso vista come una strega, come un essere che per arrivare dove è arrivata debba aver fatto un patto con il diavolo, un momento di solitudine e analisi, un momento immaginato.

 

2015-2017
chessimangia show!
laboratorio didattico

 

Chessimangia Show é un laboratorio/spettacolo che ha l’obbiettivo di educare alla curiosità, non solo per quello che ci viene proposto a tavola ogni giorno, ma soprattutto per quello che non sappiamo e che non conosciamo. Un allenamento alle domande. Ogni scena/quadro ha l’obbiettivo di proporre quesiti su quello che ogni giorno mangiamo o vediamo reclamizzato in televisione. Tutto ciò che mangiamo ha una sua storia un proprio percorso; se fossero i bambini a spiegarlo ad un pubblico adulto? Servendosi di parole, musica e coreografie di gruppo il progetto si presenta come un viaggio attraverso le abitudini alimentari del passato, presente e futuro.

anno scolastico 2015/2016

elenco scuole

galleria fotografica

 Link chiavi della città

Io e noi. Quattro cose in una valigia
laboratorio didattico 2016-2017

Laboratorio didattico rivolto alle classi quarte e quinte della scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado. iniziativa realizzata nell’ambito del progetto “Le chiavi della città” del Comune di Firenze. Anno scolastico 2016-2017.

Quanto siamo abituati ad ascoltare noi stessi e gli altri? Come succede che all’ interno di una stessa classe si creino delle fazioni che escludono chi non rispetta certi stereotipi? Quanto siamo legati all’ aspetto esteriore o a oggetti che tutti devono possedere obbligatoriamente? il progetto “Io e noi, quattro cose in una valigia” vuole abbattere i muri invisibili che ci separano dagli altri, invitando a scoprire le persone con le quali condividiamo il quotidiano, indagare gli equilibri presenti in una classe e creare una nuova consapevolezza attraverso l’ esperienza del “viaggio teatrale”.

Il laboratorio sente la necessità di essere altro dalle dinamiche scolastiche, un luogo lontano dalla realtà quotidiana.

Sarà un momento di ascolto e di riflessione intorno a quesiti in apparenza scontati, ma fondamentali: inclusione ed esclusione (cosa mi rende uguale agli altri cosa mi rende diverso),cosa di buono vedo negli altri(cosa mi piace del mio compagno/a), ma soprattutto cosa ci fa stare bene e cosa purtroppo ci fa stare male.

In diversi anni di attività con nelle scuole ci siamo rese conto che i ragazzi hanno voglia di raccontarsi, di dire quello che gli succede nella vita di tutti i giorni e sono anche molto curiosi di sapere quello che succede agli altri. Per questo abbiamo voluto creare un percorso più intimo e personale, dove non ci siano pressioni o ansie da prestazione, per permettere ai ragazzi di mettere in luce la propria individualità e di affrontare in modo consapevole e divertente le dinamiche interne alla classe, i rapporti con gli altri, le emozioni della vita.